Wednesday, 13 May 2009

A Letter by Professor Terrasi

Enclosed with the letter of comparative intent, analysis was performed on a wooden slab likely representing Leonardo da Vinci, and bearing on the back this writing:“pinxit mea,” moreover recently recovered in Lucania during the course of reference. The scientific analysis has carried out initial steps, preliminary sketchings to supply information on the dating and the origin of the painting. The first inquiries were carried out by the CIRCE lab (Center for Isotopic Research on Cultural and Enviromental Heritage) in Caserta Italy and the laboratories of the University Suor Orsola Benincasa of Naples, in care of researchers from the Department of Science Ambientali of the Second University of Naples and the laboratory of Science and Technology applied to the cultural assets of the University Suor Orsola Benincasa. Both groups make up the head of the Regional Center of mastery for the development and movement of the innovation applied at the Beni Culturali e Ambientali (INNOVA). Up to now analysis carried out XRF (fluorescence x-rays) on varied points of the pictorial layer and dating with a Radiocarbon method of spectrometry of mass with accelerator on micro-fragments of wood withdrawn from the back of the panel. The preliminary results are of extreme scientific interest. In particular, the hypersensitive measurement of the isotopic relation 14C/12C was carried out on three fragments belonging to the central panels and the exterior panel of the painting. Each of the fragments was submitted to chemical attack to eliminate the carbon from the protective layer and for a rate of each, the cellulose was extracted. The six resulting samples emphasized age, radiocarbonic coinciding between them is within the experimental uncertainties , and the probability that the age having been appraised, makes it fall into the second half of the XV century. The outcome encourages a systematic inquiry PLURITEMATICA on the painting of a spacious analytic specter of methodologies that had been entrusted by CRDC INNOVA.

Allegato alla lettera di intenti relativa ad analisi da eseguire sulla pala su legno rappresentante presumibilmente Leonardo da Vinci, recante la scritta sul retro “pinxit mea”, di recente rinvenuta in Lucania ed in corso di attribuzione
Sono state effettuate analisi scientifiche preliminari tendenti a fornire informazioni sulla datazione e la provenienza del dipinto. Le prime indagini sono state effettuate presso il Laboratorio CIRCE (Center for Isotopic Research on Cultural and Environmental heritage) di Caserta ed i laboratori dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, a cura di ricercatori del Dipartimento di Scienze Ambientali della Seconda Università di Napoli e del laboratorio di Scienze e tecniche applicate ai beni culturali dell’Università Suor Orsola Benincasa. Entrambi i gruppi fanno capo al Centro Regionale di Competenza per lo Sviluppo ed il Trasferimento dell’Innovazione applicata ai Beni Culturali e Ambientali (INNOVA). Sono state finora effettuate analisi XRF (X-ray Fluorescence) su vari punti dello strato pittorico e datazioni con il metodo del Radiocarbonio con Spettrometria di Massa con Acceleratore su micro-frammenti di legno prelevati dal retro della tavola. I risultati preliminari sono di estremo interesse scientifico. In particolare, la misura ultrasensibile del rapporto isotopico 14C/12C è stata effettuata su tre frammenti appartenenti alle tavole centrali ed alla tavola periferica del dipinto. Ciascuno dei frammenti è stato sottoposto ad attacchi chimici per eliminare il carbonio dello strato protettivo e, per un’aliquota di ciascuno di essi, è stata estratta la cellulosa. I sei campioni risultanti hanno evidenziato età radiocarboniche coincidenti tra esse entro le incertezze sperimentali, ed è stata valutata la probabilità che l’età del reperto sia contenuta nella seconda metà del XV secolo. Il risultato incoraggia una indagine pluritematica sistematica sul dipinto mediante un ampio spettro di metodologie analitiche che è stata affidata al CRdC INNOVA.



The resulting evidence found regarding the dating of the Leonardo da Vinci painting will be confirmed on the 17th of March, on St. Patrick’s day (the protector of Ireland). Let’s get ready because if they confirm it from the 1500s, a worldwide scoop is bound to arise!

E' in corso uno studio tecnico-scientifico del dipinto da parte di specialisti di grande prestigio nel settore del restauro. I primi risultati saranno resi noti il 17 Marzo, giorno di San Patrizio protettore dell'Irlanda. Se i programmi verranno rispettati, i risultati saranno presentati in una conferenza stampa che si terrà a Roma il 23 Marzo. Non ci resta che aspettare per sapere se il volto di Leonardo ha finalmente deciso di mostrarsi nuovamente dopo 500 anni di oblio.

Results-- the First Day of the Leonardo da Vinci Expo in Vaglio



The images here demonstrate the physical investigations performed in the nuclear physics Institute in the University of Sant'Orsola Benincasa in Naples. The results of the radiocarbon 14-3 samples from the wooden panels on which the painting was created, give a clear answer to its dating:1400-1500 within a margin lapse of 25 years. This result, together with other analysis already performed on the pigments used in the painting, confirm that the material is from the time period of Leonardo da Vinci. Although art critics continue to express bewilderment on the dating even in the face of unbiased-unrepeatable laboratory analysis, the probability that the painting be coeval to Leonardo da Vinci is now almost for certain. What remains, is the establishing a trait of the painting to a contemporary artist of Leonardo, if it's not to Leonardo himself. In any case, the face in the painting has been actualized by someone who had in front of him, Leonardo da Vinci and it's therefore the
true visage. The three dimensionals were performed simultaneously by Orest Kormas Hov at the University of Tallinn, and they confirm that the features on the face are to be considered with designs made by Francesco Melzi and by a disciple of Leonardo who portrayed him on paper which is actually conserved in the Royal Library of Windsor (12300v). The results of this investigation will be published exclusively on this site.




Le immagini mostrano le indagini fisiche svolte nel laboratorio di fisica nucleare dell'Istituo Universitario Sant'Orsola Benincasa di Napoli. I risultati del radiocarbonio 14 su 3 prelievi del legno della tavola sulla quale è stato realizzato il dipinto, danno una chiara risposta per la datazione: 1400-1500 con un margine di errore di 25 anni. Questo risultato, assieme ad altre analisi già svolte sui pigmenti utilizzati nel dipinto, conferma che il materiale è quello del tempo di Leonardo da Vinci. Benchè i critici d'arte continuino a manifestare perplessità sulla datazione anche di fronte ad analisi obiettive di laboratorio ripetibili, la probabilità che il dipinto sia coevo a Leonardo da Vinci è ora quasi una certezza. Resta da stabilire solo l'attribuzione del dipinto ad un artista contemporaneo di Leonardo, se non a Leonardo stesso. In ogni caso il volto del dipinto è stato realizzato da qualcuno che aveva dinnanzi a se Leonardo da Vinci ed è quindi questo il suo vero volto. Le indagini tridimensionali svolte contemporaneamente da Orest Kormashov all'Università di Tallinn, confermano che i tratti del volto sono da considerare quelli disegnati da Francesco Melzi e da un discepolo di L che lo ha ritratto su un fogli attualmente conservato presso la Royal Library of Windsor(12300v). I risultati di questa indagine saranno pubblicati su questo sito in assoluta esclusiva.





April 2, Conference in Rome's Campidoglio


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PINXIT MEA




L'antropologo francese Claude Lévi-Strauss scriveva "Non ci sono verità definitive. Il fine dello scienziato non è tanto quello di fornire la giusta risposta, quanto quello di formulare la giusta domanda". Credendo fermamente in questa osservazione, che è anche la filosofia con la quale il nostro gruppo sviluppa le proprie ricerche, riteniamo di grande importanza tenere sempre in grande considerazione le tesi e le opinioni contrarie alle nostre, perchè solo in tal modo, dal dibattito che ne segue, si possono evidenziare gli errori e avvicinarsi alla verità. Il dipinto di Leonardo che abbiamo presentato per la prima volta, vive ora un periodo importante. Esistono due opinioni diverse al riguardo: la prima sostenuta dal dott. Vezzosi, esclude che si possa trattare di un autoritratto e che la realizzazione del dipinto sia successiva a Leonardo stesso; la seconda è più possibilista sulla tesi di un autoritratto di Leonardo. La prima versione basa la propria tesi su considerazioni di natura stilistica; la seconda versione basa la propria tesi sulle indagini fisiche svolte ad oggi sul quadro. Queste ultime indicano senza dubbi che il legno sul quale è stato realizzato il dipinto è databile attorno al 1450 con un margine di errore di +/- 25 anni. Il periodo della tavola è dunque lo stesso di Leonardo. Altre indagini svolte sui colori ad olio usati (ricordiamo che si tratta di un dipinto su tavola di legno) indicano che questi sono compatibili con quelli usati dalle scuole toscane di quel periodo. Un aspetto particolarmente importante è quello di individuare il disegno preparatorio sotto il dipinto. Il laboratorio di fisica nucleare del'Università di Napoli che sta analizzando l'opera, ha individuato il disegno preparatorio realizzato con una china grassa. Altra osservazione a favore dell'autoritratto è che l'assemblaggio della tavola del dipinto presenta forti similitudini con la tavola della "Gioconda". Anche il retro della tavola è particolarmente interessante. E' qui presente infatti una scritta al rovescio: "PINXIT MEA". Secondo Vezzosi la scritta non ha nessun significato essendo maldestra, scritta di recente. C'è da evidenziare che non sono ancora state fatte analisi sull'inchiostro, che la scritta è apparsa solo dopo la pulizia della tavola e che il giudizio stilistico della scritta è una opinione rispettabilissima del dott. Vezzosi, ma pur sempre una semplice opinione personale. Allo stato attuale è indispensabile procedere con le indagini di laboratorio sui materiali e con tutte le analisi che possano chiarire come e quando il dipinto è stato realizzato. Sarà necessario analizzare ad esempio i collanti usati per l'assemblaggio della tavola, analizzare con maggiore approfondimento la composizione dei colori, se sono presenti nei colori componenti organici, come l'albume dell'uovo, che permettano una datazione. Solo allora, con i dati alla mano, sarà possibile affrontare una discussione che non si basi su opinioni personali e riduca il più possibile la aleatorietà dei giudizi. Una cosa è certa, il dipinto conferma una importanza fondamentale negli studi su Leonardo, forse un vero e proprio punto di svolta per conoscere aspetti nuovi ed inediti del grande genio del Rinascimento Italiano.



In the studies that Professor Orest Kormashv of the University of Tallinn is commencing, he was able to develop from the features of the Leonardo Da Vinci visage, a recreation by way of a 3-dimensional plastic model. He uses as a reference, the new Da Vinci painting found. And using a specific program, he worked with a profile designed by Francesco Melzi in 1510. Now the morphological parameters and the proportions of two visages could be compared in an objective way, for the obtainment of a precise geometric reproduction. A processing based on probability for a suitable structure permits accomplishment for judgement with a high degree of confidence, and this in turn, would affirm whether the visage was referring to the same person or not.

This study will provide for the first time, a valid base in which to formulate a shield which wouldn't be based on subjective evaluations any longer. Many scholars believe that the visage designed by Francesco Melzi was a portrayal of the face of the Maestro. With these two visages, that of Melzi and now the "portrait of Acerenza," results must prove they are both referring to the same person... it would be grieviating to continue thinking that all this could be just be an "idea" and idea only. The results foreseeing rigorous animation and documentation will be publicated exclusively on this site.

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lo studio che il prof. Orest Kormashv dell'Università di Tallinn sta svolgendo sulla fisionomia del volto di Leonardo Da Vinci, consiste nella creazione di un plastico tridimensionale eseguito avendo come riferimento il dipinto ritrovato e una simulazione tridimensionale. eseguito con programma specifico, del profilo disegnato da Francesco Melzi nel 1510. I parametri morfologici e le proporzioni dei due volti possono in tal modo essere messi a confronto in modo obiettivo, ricavando rapporti geometrici precisi. Una elaborazione probabilistica delle congruenze morfologiche permetterà di ottenere una valutazione quantitativa del grado di fiducia per affermare se il volto si riferisce alla stessa persona o no.

Questo studio fornirà anche per la prima volta una valida base per formulare pareri che non siano più basati su valutazioni soggettive. Molti studiosi, ad esempio, ritengono che il volto disegnato dal Melzi sia una "idealizzazione2 del volto del Maestro. Se in due volti, quello del Melzi e quello del "ritratto di Acerenza" dovessero risultare riferiti alla stessa persona, sarà difficile continuare a pensare che si possa trattare di una idealizzazione. I risultati, che prevedono animazioni e documentazioni rigorose, saranno pubblicati su questo sito in esclusiva.

Vaglio's Leonardo da Vinci Expo by Lorenzo Morano




Controsenso




Articolo di Lorenzo Morano






Nicola Barbartelli

"Nicola Barbatelli, Medieval historian, Fr. Comm. Academic Constantinian, historian and researcher of the O.S.M.T.J.,personal advisor to the grand master of the order, SE. Fr. Alberto Zampolli, was studying the art collection of a family with Lucanian origins in the Basilicata region in 2008. The portrait was hidden beneath another painting and was very deteriorated and scratched much different than you see it now. During the first process of cleaning and removal of paint, the figure of this particular subject appeared. A Carbon 14 analysis was done on the wood supporting the canvas and dated the material to the late 15th or early 16th century; a time when Leonardo was still alive. But experts stress the age of the wood doesn't necessarily mean the portrait was painted at that time. Da Vinci fans say that it could have been a work of Da Vinci himself as the back of the canvas carries the Latin words "PINXIT MEA" written in reverse--meaning "painted by myself" which is one of the artist's established trademarks. The name of the artist who painted the image is still being investigated, but experts did rule out that it is was a Leonardo da Vinci self-portrait."